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Nido in Famiglia sito in Chieri(To)ovvero un servizio che accoglie bimbi dai 6 mesi ai 3 anni in un ambiente domestico accogliente e a misura bimbo. Gestito da due mamme/educatrici.

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Il nostro piccolo dorme nel lettone!

images-5-.jpgDormire nel lettone è il sogno di quasi tutti i bambini, in quanto vedono in questo fatto la possibilità di stare vicino ai genitori e soprattutto una situazione di gran consolazione, che impedisce l'ansia di separazione nel momento più delicato, quello dell'addormentamento.

Il problema del lettone è ovviamente più sentito nella nostra società dove si hanno abitazioni che prevedono stanze separate tra genitori e figli, per godere di più indipendenza e intimità da parte dei genitori. In molte famiglie, specie in popolazioni più povere della nostra e in situazioni di numero elevato di figli, la promiscuità durante la notte è la regola e spesso tutti i componenti della famiglia si ritrovano a dormire, fianco a fianco, nella stessa stanza.

 

Siamo convinte che nell'atteggiamento con i nostri bambini dobbiamo seguire le nostre predisposizioni naturali: se siamo affettuosi, non freniamo i nostri gesti; se siamo riservati, non imponiamoci atteggiamenti forzati.
Se allora una coppia ha piacere di accogliere il proprio bimbo nell'intimità del proprio letto, è bello che lo faccia con amore e disinibizione e che si gusti fino in fondo la gioia di un piccolo corpo caldo da coccolare, anche durante la notte.

 

C'è un dilemma che segue il fatidico "bacio della buona notte": cosa fare quando un figlio di pochi mesi o pochi anni stringe disperatamente la mano del genitore, perché nonostante ninne-nanne, carillon e carezze rifiuta di dormire da solo? La scuola di pensiero dominante, fino ad ora, è stata che mamma e papà devono farsi forza, chiudere la porta della camera da letto del bambino, resistere alla tentazione di correre in suo soccorso non appena scoppia a piangere, e continuare così fino al momento in cui, dopo giorni, settimane o mesi a seconda dei casi, il figlio si abitua a giacere abbandonato nell'oscurità, smette di strillare e impara a dormire per conto proprio.

Ma esistono anche pareri diversi e adesso, a rafforzarli con l'autorevolezza della scienza.Una psichiatra infantile Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, consiglia ai genitori di respingere l'opinione dominante e permettere ai bambini di dormire nel "lettone", con papà e mamma, anche sino all'età di cinque anni. Questa abitudine, chiamata in inglese "co-sleeping" (dormire insieme), afferma la dottoressa, rende più probabile che i bambini diventino degli adulti calmi, sani ed emotivamente equilibrati.
Abituare i bambini a dormire da soli da quando hanno soltanto poche settimane di vita è "dannoso, perché la separazione dai genitori aumenta il flusso di ormoni dello stress come l'idrocortisone".

La sua scoperta si fonda su progressi compiuti negli ultimi vent'anni sulla comprensione di come si sviluppa il cervello dei bambini.Per esempio, uno studio neurologico rivela che un bambino separato dai genitori ha un'attività cerebrale simile a quella provocata dal dolore fisico.
C'è un tabù in questo paese sul dormire con i figli. Eppure studi fatti in ogni parte del mondo dimostrano che dormire insieme ai figli è un investimento nel futuro del bambino, mentre non esiste alcuno studio che dimostra che lasciare piangere i bambini fa loro del bene".

 

L'indipendenza del bambino passa attraverso l'accoglimento e la soddisfazione dei suoi bisogni primari.La vicinanza con la mamma non è un 'vizio', ma la risposta a una sua esigenza. La madre dovrà chiedersi cosa è meglio per il suo bambino e cosa è meglio per lei, cioè come vivrebbe l'eventuale separazione o, al contrario, se si sentirebbe più a suo agio avendolo vicino.

Non esistono risposte 'precostituite', perché ogni bambino e ogni genitore sono diversi. Quello che può essere appropriato per alcuni bimbi, non lo è per altri. Certo, se un piccolo ha un forte bisogno di contatto e rassicurazione, imporgli di dormire lontano dai genitori vorrebbe dire ignorare una sua importante esigenza.

 

 

 

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