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28 marzo 2013 4 28 /03 /marzo /2013 16:32

Ragazze-dubbioseTanti genitori si chiedono quale sia la scelta migliore per il bambino.
Partiamo dal presupposto che, al di là della scelta dei nonni o di una babysitter, deve essere modificata l’immagine dell’asilo nido che molte di noi ancora hanno, come un luogo di “parcheggio” per i bimbi.
Come tata posso garantire che tutto il lavoro svolto non fa che avere delle ripercussioni più che ottime sullo sviluppo cognitivo, motorio, emotivo e sociale per ogni bambino! All’interno di ogni asilo, infatti, vengono fatte delle programmazioni dettagliate sui lavori che si svolgono, con degli obiettivi specifici da raggiungere di anno in anno, che hanno il solo scopo di aiutare la crescita e lo sviluppo delle funzioni di un bambino. In un nido in famiglia come il nostro poi, visto il numero ridotto di bambini, si può parlare proprio di un percorso specifico studiato su ciascun bambino per aiutarlo a superare le normali difficoltà delle tappe di crescita o ad affrontare piccoli disagi (dal trasloco alla nascita di un fratellino). Il rapporto con i genitori è poi un nostro obiettivo per creare un canale di dialogo volto a pianificare strategie comuni per aiutare il piccolo ad affrontare i piccoli disagi della crescita. In un ambiente relativamente piccolo come il nostro poi, non si devono temere grossi problemi legati ad infezioni o malattie, tipici di un nido grande vista la maggior affluenza di bambini.

 

gioele edoI vantaggi della socializzazione precoce.

 

Un bimbo che molto piccolo entra in un nido in famiglia si trova da subito di fronte ad una realtà nuova e stimolante. Il suo sviluppo è favorito dall’imitazione e dalla curiosità verso i suoi simili. I benefici effetti della socializzazione precoce aumentano al di fuori dell’ambiente domestico, infatti il bimbo in un nido non ha l’appoggio di un educatore esclusivo ed impara quindi a gestire gli ostacoli trovando una soluzione efficace. Questo aiuta il bimbo a trovare le proprie strategie, pur rassicurato dalla presenza dell’adulto, costruendo e rafforzando la propria autostima.

 

 

 

 

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nonniL’importanza dei nonni

 

Il tenero rapporto di complicità tra nonni e nipoti è un tesoro unico e insostituibile e laddove sia possibile non dovrebbe mai venire meno. Il loro non è un ruolo educativo. I genitori devono educare e far rispettare le regole mentre i nonni hanno un ruolo più rilassato fatto di coccole e giochi insieme. Meglio i nonni o il nido? Non posso rispondere in maniera decisa su quello che sia meglio fare in questi casi, perché evidentemente la situazione individuale gioca un ruolo molto forte.

Il nonno deve far fronte alla grande responsabilità di figli non suoi e in alcuni casi lo carica di ansie che spesso trasmette ai bambini. I nonni danno attenzione e affetto, proprio perché fanno parte della famiglia e ne conservano la memoria storica. Quando si diventa genitori, tuttavia, i rapporti con i nonni dei nostri bambini possono essere complicati, perché spesso interferiscono gelosie, intromissioni, ansie e giudizi (e sto parlando per entrambe le parti). 

 

 

gio edo 4La tana delle birbe a braccetto con i nonni.

 

Laddove il genitore preferisca ricorrere all’aiuto dei nonni (per motivi economici o affettivi) ma al tempo stesso creare un percorso di educazione e socializzazione, consigliamo di scegliere un approccio integrato tra nonni e nido. Diamo infatti la possibilità di far frequentare dal lunedì al venerdì (solo la mattina) o tre volte la settimana. Da subito abbiamo colto la possibilità di essere non solo una risorsa per i genitori ma anche per i nonni che così possono ritagliarsi quei momenti per fare le faccende di casa, andare al mercato o ritrovare le energie sufficienti per far fronte alla cura dei piccoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gioele edo 3Vuoi chiedere informazioni sul nostro nido in famiglia o chiedere consigli alle tate?

 

Per info o consigli non esitare a contattarci alla nostra mail latanadellebirbe@libero.it

Risponderemo a tutti e pubblicheremo sul blog le richieste di consigli di interesse comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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8 dicembre 2012 6 08 /12 /dicembre /2012 17:45

 

Alcune nostre piccole birbe stanno aspettando con mamma e papà l'arrivo di un fratellino/sorellina.7--200x250

L'evento è straordinario,importante e delicato.

Riteniamo necessario far fare un percorso ai genitori in attesa del secondo erede per facilitare l'accettazione da parte del figliolo più grande!

 

La nascita del secondo bambino rappresenta la forma di gelosia più comune. Essa è inevitabile, non si può pensare di poterla prevenire del tutto. E' di fondamentale importanza cercare di comprenderne le caratteristiche ed evitare le situazioni che potrebbero peggiorarla. Gestire in maniera non corretta la gelosia del vostro bambino può tradursi per lui in un periodo molto difficile. 

La gelosia si manifesta a causa di un’emozione di paura e insicurezza. Il bambino può temere di essere meno amato e meno considerato rispetto all’altro.

Solitamente il disagio si può manifestare in diversi modi:

- aggressività;

- regressione in abilità precedentemente conquistate;

- espressioni di ostilità;

- eccessiva dipendenza.

Quando il bambino è geloso, non riesce a controllare razionalmente il suo comportamento è, infatti, ancora troppo piccolo ed immaturo per gestire emozioni forti in maniera autonoma, ha bisogno dell’aiuto di un adulto. 

La nascita di un fratellino o di una sorellina significa la perdita dell’esclusività, finora goduta, in quanto figlio unico. Anche quando i genitori fanno il possibile per rassicurare l’ex-figlio unico e per convincerlo dell’inutilità di sentimenti di gelosia o invidia, rimane pur sempre evidente che la mamma ora non è più SOLO la MIA MAMMA e il papà ora non è più SOLO il MIO PAPA’.

 

A seconda dell’età del primo figlio e del momento in cui gli si parla del fratellino, consigliamo alcuni suggerimenti sul comportamento da tenere per prevenire la gelosia, che vi aiuteranno a superare questo momento.


 

DURANTE LA GRAVIDANZA:

- Non annunciate troppo presto il nuovo arrivo: il piccolo non sa immaginare il lungo periodo dell´attesa e la gravidanza diventerà più “comprensibile” solo quando sarà più evidente.

- A casa fatelo mettere vicino al pancione, fategli sentire i movimenti del bambino e chiedete di parlargli: stabilirà così i primi contatti con il fratellino/sorellina.

- Preparate il primogenito al nuovo arrivo dicendogli che il fratellino/sorellina si trova nella pancia della mamma, dove crescerà per diventare grande, pronto poi a uscir fuori quando sarà ben formato e che più avanti diventerà un ottimo compagno di giochi.

- Se avete la possibilità, frequentate amici o parenti che hanno appena avuto un bambino, affinché il vostro possa vedere un neonato e capire come sarà il fratellino/sorellina.

- Fatevi aiutare ad arredare la camera del futuro fratellino/sorellina, in modo che il bambino capisca che ci saranno degli spostamenti, delle novità.

- Cercate di non far coincidere l’inserimento alla scuola materna o al nido con la nascita del secondo figlio ma se sta già frequentando non rompete la loro routine. Il loro mondo,le loro abitudini quotidiane devono essere rispettate. Incentivare la presenza all'asilo è importante per partecipare tutti insieme alla crescita del primogenito!

- Non pretendete che faccia progressi nel periodo precedente il parto. Lasciate prima che si abitui alla nuova situazione: questa è già una conquista!

- Spiegategli che la mamma dovrà andare in ospedale per far nascere il fratellino/sorellina e rimarrà via da casa qualche giorno; tranquillizzatelo del fatto che il papà o i nonni saranno invece con lui e rimarranno a casa sua oppure sarà lui ad andare da loro.

- Comperate un libro adatto alla sua età che illustri come cresce il fratellino/sorellina nella pancia di mamma.

- Sfogliate l’album di famiglia e fate vedere le fotografie di quando era piccolo/a.

 ALL'OSPEDALE:

- E´ molto importante per il primogenito venire all´ospedale, in modo tale da aver un' idea del posto in cui siete, anche se poi non vuole più andarsene o se si stufa dopo un quarto d´ora. Un modo per evitare strazianti saluti potrebbe essere quello di preparargli delle piccole sorprese da aprire mentre torna a casa in macchina.

- Chiamatelo anche tutti i giorni al telefono, in modo che capisca che gli volete bene.

- Se la mamma dovesse restare in ospedale per tanti giorni (per esempio a causa del taglio cesareo o per un ricovero in patologia neonatale del neonato), il papà dovrà distrarlo trovando momenti di sicuro divertimento (portarlo dall’amico del cuore o farlo venire a casa a giocare, condurlo al cinema, giocare con lui in modo esclusivo).

IL RITORNO A CASA:

 - Portategli, appena tornate dall’ospedale, un regalino da parte della nuova sorellina o fratellino.

- Cercate appena possibile di dedicarvi al bimbo più grande, approfittando dei momenti in cui il neonato dorme o affidandolo temporaneamente alle cure di qualche familiare.

- Chiedete alle persone in visita di dare attenzioni anche al fratello maggiore.

- Fategli aprire i regali destinati al nuovo nato: questo lo renderà partecipe ai festeggiamenti e si sentirà importante.

 NEI PRIMI MESI:

-Concedete al bambino più attenzioni e più coccole del solito. Fatelo sentire importante; giocate con lui, uscite in sua compagnia, affidando temporaneamente il neonato al papà o ai nonni.

- Fategli prendere confidenza con il neonato: lasciateglielo toccare, potete anche farglielo prendere in braccio, solo però in vostra presenza, sotto il vostro controllo.

- Cercate la sua collaborazione affidandogli delle mansioni da aiutante: per esempio, al momento del bagnetto, fatevi aiutare mandandolo a prendere il pannolino pulito, l’asciugamano, le salviettine usa e getta, il ciuccio.

- Ditegli che il fratellino piccolo gli vuole bene: “guarda come è contento quando giochi con lui!”, “ride appena ti vede!”

- Cercate di coinvolgerlo anche quando allattate o vi dedicate al piccolo, raccontandogli una storia o parlandogli della sua giornata e dei suoi giochi.

- Accettate per normali alcuni comportamenti regressivi, come bagnare nuovamente il letto, balbettare, diventare timido, introverso: sono in genere transitori, destinati a sparire nel tempo. Non fate osservazioni o critiche.

- Se non sa ancora parlar bene, utilizzate bambole o peluche per fargli esprimere la rabbia, ma anche la tenerezza: “questa bambola piange, coccoliamola un po’”.

 

In libreria possiamo trovare diversi libri che aiutano le mamme ad approfondire o a trovare suggerimenti sul tema (da leggere con il vostro bimbo/a).

Ve ne consigliamo un paio:


Aspetto un fratellino di Marianne Vilcoq :è un libro allegro, colorato e illustratissimo. Un dialogo tra la mamma e la piccola primogenita che, inizialmente irritata dalla notizia di dover presto accettare un fratellino, finisce con l´essere felice, persino desiderosa di avere qualcuno con cui giocare. Un´idea davvero originale perché il dialogo avviene anche con il fratellino, “nascosto” nella pancia della mamma, metaforicamente rappresentata dalle pagine piegate. Alzando infatti i lembi di ogni pagina appare l´interno del pancione con il nascituro, allegro o triste a seconda delle reazioni della sorellina che l´attende all´esterno.

 

In Nicolò desidera un fratello di Bernhard Lins :il primogenito, desideroso di avere un fratellino, si vede invece arrivare una sorellina piccola e capricciosa. Nicolò, comunque, uscirà dalla storia più maturo e convinto che, anche con una sorellina, potrà giocare e condividere le stesse gioie che avrebbe condiviso con un altro maschietto.

 

Saremo liete di condividere con voi la bellissima esperienza dell'arrivo di un'altra creatura.Se avrete voglia,ma soprattutto tempo,condividete qui con noi la vostra esperienza...sia durante l'attesa che dopo l'arrivo del fratellino o sorellina.

Sarà una testimonianza preziosa per tutte le mamme in attesa o in cerca del secondo!

 

"La cosa più importante per il bimbo più grande è sapere che l'amore dei genitori è inesauribile"

 

In bocca al lupo a tutte!!!

 

A presto

Le Tate

 

 

 

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2 dicembre 2012 7 02 /12 /dicembre /2012 14:42

 

L'autunno e l'inverno portano noi genitori a trascorrere tanto tempo in casa con i nostri bimbi, per questo vi proponiamo una serie di collage da fare insieme per trascorrere del tempo in modo divertente e costruttivo.

Sono tutti testati dalle tate e dai nostri bimbi della Tana delle Birbe, e ad essere sinceri ci siamo divertiti un mondo.

Il bimbo va guidato e aiutato ma lasciato libero di esprimersi.

Età consigliata: dai 18 mesi in su

Consigliata anche alla mamma pignola perchè non si sporca molto ed è tutto facilmente lavabile.

Obiettivi: divertirsi, favorire la concentrazione del bimbo, la creatività e stimolare la manipolazione fine.

 

Con questa divertente attività i più piccini hanno imparato a distinguere i vari colori e le forme, i più grandi a stare dentro uno spazio riempiendo solo la figura e tutti a stare seduti per tutto il tempo e a concentrarsi in un'attività.

Le nostre birbe sono rimaste entusiaste!

 

                                  LA NOSTRA COLLA

 

 

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La colla è naturale e atossica, permette infatti ai bimbi molto piccoli di avvicinarsi a quest'attività molto stimolante. Si prepara con una parte di farina di grano o di riso e tre parti di acqua calda aggiunta lentamente per non formare grumi. Si può conservare per circa tre giorni.

Così i nosrti piccini possono sperimentare nuovi materiali e se un dito finisce in bocca...poco male, è solo farina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Preparata la colla potete disegnare su dei cartoncini delle figure da riempire con la carta crespa tagliata a pezzettini.

 

Abbiamo poi preparato tanti piattini con colori diversi, tutto ovviamente in contenitori di plastica per evitare incidenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco finalmente i nostri capolavori:

 

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                                                                       E per finire le foglie dell'autunno:

 

 

 

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16 La tata consiglia: la colla naturale è un elemento fortemente deperibile che tende a formare muffe. Per questo è opportuno rimuovere il superfluo con uno straccetto e d'inverno è opportuno fare asciugare i lavori sul calorifero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                  Buon divertimento a tutti.

 

 

 

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24 novembre 2012 6 24 /11 /novembre /2012 13:36

Quest'anno abbiamo più' bimbi grandicelli (18 mesi/3 anni) rispetto a quelli piccini.

La loro età prevede tanti cambiamenti significativi:il linguaggio,il movimento e una graduale indipendenza!

Con le famiglie si cerca di stabilire quale possa essere il momento opportuno per affrontare un passo importante ovvero "l'addio al pannolino"!!! images

 

Per prima cosa al Nido ci approciamo all'argomento con libri illustrati che vedono simpatici bambini che raccontano la loro storia di passaggio dal pannolino al vasino.

In secondo luogo facciamo vivere questa esperienza in gruppo!

Abbiamo infatti notato che andando in bagno due bimbi per volta per affrontare le prime "sedute"e facendo vivere il momento come gioco,il piccolo si sente a suo agio,è contento di condividere l'esperienza e l'imitazione prende il sopravvento! 

Infine,è molto importante gratificare il bimbo con frasi di incoraggiamento e a prescindere dal risultato sostenerlo con un BRAVO!!!

 

In genere il bimbo all'inizio non acquisisce la consapevolezza del cambiamento quindi è bene non sforzarlo se non se la sente ed è bene affrontare la cosa gradualmente: indossare quindi il pannolino quando si esce e durante la notte(dove non si è ancora in grado di controllare le funzionalità renali).

I piccoli imparano ad utilizzare il vasino quando sono realmente pronti a farlo: è importante rispettare i loro tempi senza insistere e senza creare aspettative troppo alte. Tutto si svolgerà in maniera serena e naturale se il bambino non verrà forzato e costretto.

 

Non c'è una vera e propria età per credere che il bimbo sia pronto,solitamente i segnali possono esserci già dai 18 mesi cosi come questa possibilità si realizzi ai 36 mesi!Psicologicamente, il bambino è pronto quando smette di vedere la cosa come un problema e inizia a superare la “paura del distacco”

Per capire quando questo momento è raggiunto, può essere utile cogliere alcuni segni che siano indicativi della raggiunta maturazione psicologica:

-vuole “comportarsi da grande”, osservando e imitando il comportamento degli adulti;

-è incuriosito dall’andare in bagno;

-mostra desiderio di indipendenza;

-sa camminare e sedersi da solo;

-è capace di alzare e abbassare i pantaloni da solo.

Oltre a ciò, si possono valorizzare alcuni segni diretti, che indichino l’acquisizione di una specifica competenza:

-il bimbo avverte in anticipo gli stimoli intestinali;

-capisce i segnali di avvertimento e li comunica per tempo alla mamma;

- è infastidito dalla sensazione di pannolino sporco;

-ha dei "periodi asciutti" di 3-4 ore (questo significa che sa tenere contratti gli sfinteri).

Ovviamente, non necessariamente occorre aspettare che tutti questi punti siano raggiunti.

 

Mai nessuna punizione, nemmeno se allaga il tappeto bello, e attenzione anche ai mortificanti commenti degli “esperti” di turno: non permettere mai che si dicano frasi del tipo “così grande e ancora con il pannolino!” (certamente umilianti per il piccolo apprendista) e invece tradurle sempre positivamente (“adesso che sei diventata una signorina, puoi fare a meno del pannolino!”).

Per finire, vorremmo dedicare qualche riga ad alcune situazioni intermedie, che spesso ci troviamo a dover interpretare e spiegare e che comunque rappresentano evidenti segni del fatto che il bambino fa progressi:

- quando il bambino avverte la mamma, ma solo dopo che ha fatto i bisogni: è segno di iniziale acquisizione della consapevolezza dello stimolo (siamo sulla buona strada, anche se non è ancora stato raggiunto il controllo completo dello sfintere).

-quando intenzionalmente si rifiuta di scaricarsi e trattiene le feci fino a quando la mamma non gli rimette il pannolino: è segno che il bambino è perfettamente in grado di controllare i propri bisogni, ma al contempo che non è ancora sufficientemente sicuro di sé o che sono presenti altri problemi (magari, usa il no al vasino come ricatto nel rapporto con la mamma).

In questo caso, come sempre, meglio assecondarlo e concedergli l’uso del pannolino quando vuole (toglierlo durante il giorno e rimetterlo quando deve scaricarsi); in questo modo, la mamma comunicherà un messaggio rassicurante (“nessuno ti obbliga”) e positivo (“fallo quando sei pronto”).

 

Concludendo, il consiglio è quello di considerare questa fase non come “problema”, ma al contrario di viverla (e farla vivere) come una divertente esperienza, in cui la gioia di partecipare all’ennesimo progresso nella crescita del bambino sia incomparabilmente superiore allo stress e alla paura del cambiamento.

 

A presto

le Tate

 

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23 settembre 2012 7 23 /09 /settembre /2012 20:51

IMG_0851-copia-1.JPGAbbiamo iniziato l'anno scolastico con le nostre piccole birbe il 3 settembre.

E la novità è prima di tutto la nostra nuova sede.

Ci siamo trasferiti in un ambiente piu' grande e ben suddiviso cosi da permettere ai nostri piccoli di potersi muovere e giocare alla grande!!!

 

La nuova TANA si trova in Vicolo Ortolani,6 a Chieri.

 

Abbiamo un grande CORTILE come ingresso che si affaccia in un immenso GIARDINO recintato,con al centro due grossi abeti (garantiscono ombra nei mesi estivi)ove vi è allestito un parchetto giochi nel quale le birbe possono dare libero sfogo alla loro energia.

Anche i piu' piccini possono godere del nostro spazio all'aperto grazie alle confortevoli coperte da pic-nic adagiate sul prato...qui ad aspettarli tanti giochini da mordicchiare e manipolare.

 

Al piano terra c'è una grande stanza: L'ACCOGLIENZA.

Qui si trovano il piccolo spogliatoio delle birbe dove le mamme o i papà all'arrivo possono preparare i loro cuccioli per la giornata all'asilo.

Inoltre vi è un fasciatoio per il cambio e un armadio con il materiale didattico.

 

Al primo piano si sviluppa l'intero asilo.

Una camera detta del BRUCO vede un grande angolo recintato dentro al quale vi è allestito uno spazio interamente dedicato alle piccole birbe (dai 6 ai 14mesi circa o comunque fino a quando non si cammina!),oltre il recinto invece un grande bruco a tunnel dove i piu' grandicelli giocano a passarci sotto!Poi ancora uno scaffale fatto di cassetti e cassettoni pieni di giochi di vario genere.

 

La camera successiva nominata la CAMERA BLU è uno spazio completamente rivestito da tappeti blu (pareti comprese)dove domina una grande piscina delle palline (circa 500)con tanto di scivolo e scaletta per entrarci.

Qui principalmente si svolgono attività di psicomotricità e musica con baby dance tutte le mattine.

A fine pranzo,invece, ci si riunisce in questa camera per  l'ascolto di una favola e la visione dei nostri tantissimi piccoli libri illustrati.

 

Dopo un lungo corridoio si accede alla CAMERA PAPPA ,una grande stanza con tavoli e sgabellini per i grandicelli e seggioloni per i piccoli.

Qui le birbe giocano anche con la piccola cucina e tutti i suoi utensili o al banco del falegname con i suoi strumenti del mestiere.

Anche i laboratori di disegno e pittura vengono svolti in questo spazio.

C'è inoltre un televisore che proietta cartoni animati a tema.

 

Da questa grande stanza si accede alla CUCINA rialzata di mezzo piano.

Qui si preparano ottime pappe per i piccini e pranzetti succulenti per i piu' grandicelli!

Il menu'pediatrico assicura il corretto rapporto nutrizionale,è suddiviso in stagioni (settembre/dicembre,gennaio/marzo,aprile/luglio)cambiando settimana per settiamana.

 

Ah!dimenticavamo il BAGNO!

Si accede solo con le Tate per il cambio del pannolino o per il vasino.Le birbe grandicelle lavano anche i dentini e le manine in piena autonomia!

 

Quest'anno,oltre le birbe dello scorso anno,abbiamo 4 nuove dolcissime birbe:

un maschietto di 16 mesi,un cucciolo di 7 mesi,un ometto di 2 anni e una fanciulla tenerissima di 9 mesi.

Inoltre aspettiamo a gennaio una piccola birba di un anno.

Hanno quasi tutti finito l'inserimento e grazie alle loro super mamme che hanno collaborato con noi educatrici sono già a proprio agio,giocano e sorridono!

Siamo davvero entusiaste di questo inizio anno,sarà un percorso staordinario,con le nostre birbe protagoniste di una crescita importante.

Cercheremo di aggiornare questo blog con le nostre attività,le nostre idee e vari argomenti interessanti sull'età dei nostri bimbi.

 

A presto

 

 

Le Tate

 

 

 

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18 gennaio 2012 3 18 /01 /gennaio /2012 17:47

Da questo mese con le nostre birbe iniziamo un nuovo lavoro: raccontare una fiaba.

Ormai i piccoli hanno raggiunto una buona sicurezza,trovandosi a proprio agio con l'ambiente.

Ecco quindi il momento ideale per proporre un nuovo laboratorio che stimola e diverte!

 

Gennaio : I TRE PORCELLINI!

Una storia semplice,con tre maialini simpatici e un lupo dispettoso!1[1]

 

Ma perchè è importante raccontare fiabe adatte alla loro età?

La fiaba svolge un'azione importantissima nei bambini poiché la descrizione dei personaggi di una fiaba e delle loro azioni può essere il sottile filo di Arianna che li accompagna nella comprensione di quello che gli accade dentro e che giorno dopo giorno, può contribuire a favorire la loro crescita armonica, in tutti i suoi aspetti: (emotivo, affettivo, cognitivo, linguistico, sociale, ecc.).

Ascoltare una storia o una fiaba per il bambino significa entrare in un mondo fantastico.

Ogni bambino porta dentro di sé una grande ricchezza, un universo fantastico senza limiti. La fiaba permette ai bambini di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni, i propri sentimenti, le proprie fantasie.

La fiaba suggerisce che le prove imposte dalla vita verranno superate con aiuti provvidenziali, che i piccoli cresceranno e diventeranno autonomi conquistando se stessi (è questo il significato simbolico del "diventare re"). 

La fiaba, con il suo corteo di fate e di incantesimi, di boschi intricati e di castelli da espugnare, ha il potere di suggerire, attraverso una sequenza di rappresentazioni simboliche, un significato esistenziale non altrimenti accessibile al bambino: gli spiega che la vita è un percorso ad ostacoli che bisogna affrontare con coraggio e intelligenza; che è inevitabile il rischio di incontrare figure ingannateci e ostacolanti e che potremmo non riconoscere le figure positive che ci potranno aiutare; ma anche che, se ci comporteremo secondo le "regole giuste", vinceremo la nostra prova personale.

La fiaba, quindi, avrebbe l'effetto di rafforzare nell'Io infantile la virtù della speranza, sollecitando la fiducia nel futuro e nelle proprie forze.

Il bambino, inoltre, mentre si diverte ad ascoltare storie, acquisisce abilità essenziali per il futuro apprendimento della lettura, studia con molta attenzione le storie che lo affascinano, comincia a distinguere per conto suo alcune parole e impara a riconoscerle.

 

link ...Far volare la fantasia tra passato e presente!

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20 dicembre 2011 2 20 /12 /dicembre /2011 15:06

images-5-.jpgDormire nel lettone è il sogno di quasi tutti i bambini, in quanto vedono in questo fatto la possibilità di stare vicino ai genitori e soprattutto una situazione di gran consolazione, che impedisce l'ansia di separazione nel momento più delicato, quello dell'addormentamento.

Il problema del lettone è ovviamente più sentito nella nostra società dove si hanno abitazioni che prevedono stanze separate tra genitori e figli, per godere di più indipendenza e intimità da parte dei genitori. In molte famiglie, specie in popolazioni più povere della nostra e in situazioni di numero elevato di figli, la promiscuità durante la notte è la regola e spesso tutti i componenti della famiglia si ritrovano a dormire, fianco a fianco, nella stessa stanza.

 

Siamo convinte che nell'atteggiamento con i nostri bambini dobbiamo seguire le nostre predisposizioni naturali: se siamo affettuosi, non freniamo i nostri gesti; se siamo riservati, non imponiamoci atteggiamenti forzati.
Se allora una coppia ha piacere di accogliere il proprio bimbo nell'intimità del proprio letto, è bello che lo faccia con amore e disinibizione e che si gusti fino in fondo la gioia di un piccolo corpo caldo da coccolare, anche durante la notte.

 

C'è un dilemma che segue il fatidico "bacio della buona notte": cosa fare quando un figlio di pochi mesi o pochi anni stringe disperatamente la mano del genitore, perché nonostante ninne-nanne, carillon e carezze rifiuta di dormire da solo? La scuola di pensiero dominante, fino ad ora, è stata che mamma e papà devono farsi forza, chiudere la porta della camera da letto del bambino, resistere alla tentazione di correre in suo soccorso non appena scoppia a piangere, e continuare così fino al momento in cui, dopo giorni, settimane o mesi a seconda dei casi, il figlio si abitua a giacere abbandonato nell'oscurità, smette di strillare e impara a dormire per conto proprio.

Ma esistono anche pareri diversi e adesso, a rafforzarli con l'autorevolezza della scienza.Una psichiatra infantile Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, consiglia ai genitori di respingere l'opinione dominante e permettere ai bambini di dormire nel "lettone", con papà e mamma, anche sino all'età di cinque anni. Questa abitudine, chiamata in inglese "co-sleeping" (dormire insieme), afferma la dottoressa, rende più probabile che i bambini diventino degli adulti calmi, sani ed emotivamente equilibrati.
Abituare i bambini a dormire da soli da quando hanno soltanto poche settimane di vita è "dannoso, perché la separazione dai genitori aumenta il flusso di ormoni dello stress come l'idrocortisone".

La sua scoperta si fonda su progressi compiuti negli ultimi vent'anni sulla comprensione di come si sviluppa il cervello dei bambini.Per esempio, uno studio neurologico rivela che un bambino separato dai genitori ha un'attività cerebrale simile a quella provocata dal dolore fisico.
C'è un tabù in questo paese sul dormire con i figli. Eppure studi fatti in ogni parte del mondo dimostrano che dormire insieme ai figli è un investimento nel futuro del bambino, mentre non esiste alcuno studio che dimostra che lasciare piangere i bambini fa loro del bene".

 

L'indipendenza del bambino passa attraverso l'accoglimento e la soddisfazione dei suoi bisogni primari.La vicinanza con la mamma non è un 'vizio', ma la risposta a una sua esigenza. La madre dovrà chiedersi cosa è meglio per il suo bambino e cosa è meglio per lei, cioè come vivrebbe l'eventuale separazione o, al contrario, se si sentirebbe più a suo agio avendolo vicino.

Non esistono risposte 'precostituite', perché ogni bambino e ogni genitore sono diversi. Quello che può essere appropriato per alcuni bimbi, non lo è per altri. Certo, se un piccolo ha un forte bisogno di contatto e rassicurazione, imporgli di dormire lontano dai genitori vorrebbe dire ignorare una sua importante esigenza.

 

 

 

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18 dicembre 2011 7 18 /12 /dicembre /2011 10:43

Oggi trattiamo un argomento molto importante per tutte le famiglie che iniziano il percorso del Nido.

Il momento dell’inserimento  è così delicato e coinvolge tante emozioni e sensazioni diverse che ci sembra doveroso dedicare consigli e raccomandazioni.
Innanzitutto, è consigliabile mostrarsi contenti e pieni d’entusiasmo per questa nuova esperienza, anche se dentro nido.jpgdi noi non è proprio così.
Dare fiducia al bambino significa essere certi che è in grado di superare un momento difficile. Pur sapendo che sta soffrendo è bene offrirgli tutto il nostro sostegno senza però cedere ad ogni suo capriccio; il bambino, infatti, non deve sentirsi allontanato da noi nè tantomeno abbandonato.
Lo sappiamo, non è facile sorridere e mostrarsi entusiasti quando dentro di noi si accavallano 1000 dubbi e paure, sensi di colpa smisurati e angosce infinite…chi più chi meno, chi prima e chi dopo qualche giorno, ogni genitore sente una miriade di sensazioni, un turbinio di emozioni che, spesso, non sa decifrare.

In realtà per il bimbo è molto semplice abituarsi alla nuova situazione: nel giro di una settimana, due nei casi più “ostinati” tutti quanti si ambientano e sono sereni.
Ma a noi genitori rimane il “dubbio”… cosa farà? Piangerà? Sentirà la mia mancanza?

 

Suggerimenti pratici, utili per rispettare il suo tempo
- Portatelo per il primo periodo un paio d'ore  senza la fretta di lasciarlo per tutto il giorno

- Evitate, se possibile, di lasciarlo al Nido durante il riposo pomeridiano fino a che non si è inserito
-Presenza costante dei genitori dopo l'asilo nido. Perché il bambino non viva un sentimento di abbandono , è importante che i genitori trascorrano con lui il tempo in cui non è al nido. La costante presenza dei genitori da al bambino la sicurezza del distacco: un distacco che è solo temporaneo, perché mamma e papà lo andranno a prendere e staranno con lui, perché gli vogliono bene.
- Infine ricordatevi che se vostro figlio è sereno, è disposto ad accettare tutte le novità che gli offre il mondo che  lo circonda.

 

Spesso i genitori chiedono se c’è qualcosa che può agevolare l’inserimento al nido del bambino.
Ci sono degli oggetti che è utile tenere sempre a portata di mano come:
- Il ciuccio (se il bimbo lo usa);
- Oggetto di transizione (orsetto delle ninne, libro preferito…)

Ecco qualche suggerimento da adottare nella fase del distacco
- Salutatelo e, con decisione, andate via evitando di continuare a salutarlo. Se continuerete a salutarlo percepirà la vostra indecisione, penserà che qualcosa non va e comincerà a piangere…
- Salutatelo,sorridete e andate via; sfuggite la tentazione di nascondervi per vedere quello che fa. Potreste correre il rischio di essere scoperti e visti e, come sopra, il bimbo comincerà a piangere nel vedervi ancora lì;
- Comprendetelo e fategli capire che a volte, quando si sta per superare un momento difficile, si piange.

 

Ed ora vogliamo anche aggiungere un pensiero più di mamma che di educatrice:

Quando si parla di distacco si tende spesso a concentrarsi sul bambino, sul fatto che improvvisamente non avrà i suoi genitori a dargli supporto, a guidarlo nel gioco e nella crescita. Ma il modo in cui il genitore vive il distacco può pesare tanto quanto quello del bambino nel momento in cui lo lasciamo nelle mani dell’educatrice.

Piccoli gesti quotidiani svolti in modo diverso, un po’ di agitazione che si respira in casa possono comunicare al bambino la nostra irrequietudine, e fargli vivere peggio il momento del distacco.
Pensiamo se veramente si è pronti per primi a lasciarlo andare. Proviamo a fare una lista dei lati positivi e negativi, parliamo dei nostri dubbi e perplessità con altri adulti che magari ci sono già passati. Non facciamo finta di niente.
E se il bimbo ha un anno o più proviamo a dirglielo con onestà. Magari abbracciandolo e spiegandogli che capiamo la loro frustazione. Parliamo con loro di emozioni,quelle che proviamo quando lo lasciamo ma anche quanto sia importante per la sua crescita superare insieme questo primo momento difficile. Proviamo ad immaginare dei modi per sentire meno la mancanza l’uno dell’altro. Per esempio chiedere un abbraccio forte, così forte che si potrà portar via in modo che ci avvolga durante il tempo in cui si è lontani!

 

L'inserimento è un vero e proprio lavoro in cui collaborano educatrici e mamme al fine di accompagnare il bimbo verso la sua prima vera esperienza di vita autonoma.

E' un'assoluta occasione di crescita,un sacrificio per i genitori che si allontanano dal proprio bimbo ma che presto regalerà un'infinita serie di soddisfazioni.

Ricordiamoci sempre che l'inserimento è solo una fase e come tale passerà....

Alla prossima!!!

 

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16 dicembre 2011 5 16 /12 /dicembre /2011 14:44

064Tra 9 giorni è Natale e si sa....è soprattutto la festa dei bambini.

Con le nostre birbe stiamo raccontando ormai da diversi giorni la storia di Babbo Natale facendo loro vedere una serie di immagini che ritraggono BabboNatale con le renne,con il sacco dei regali,con i bambini etc...

Dopo un primo approccio di stupore ora i bimbi lo acclamano e lo chiamano!

Abbiamo fatto colorare alcuni disegni illustrati ed ora stiamo creando dei piccoli lavoretti da regalare ai genitori.Consegneremo i nostri capolavori venerdi 23 cosi da avere fino all'ultimo il tempo di fare alcuni ritocchini!

Le nostre birbe hanno tra i 20 e i 30 mesi,hanno quindi da poco imparato a stare seduti al tavolino e ad impugnare il pastello.Alcuni all'inizio dell'attività del colorare mangiavano il pastello o strappavano il foglio.Ora gli stessi bimbi sono tra i più intrapendenti...alcuni potrebbero fare carriera!

E' una meraviglia vedere giorno per giorno miglioramenti...imparano davvero in fretta!

 

Domani 17 dicembre faremo la nostra prima festa alla Tana...merenda (preparata dalle mamme!),tanti giochi,babydance,proiezione video ma soprattutto...l'arrivo di BabboNatale!!!quello vero!che si scomoda in anticipo solo x noooooiiiii!!!

 

Alla prossima...con un'altra parte di giornata alla Tana!

 

link DI ART ATTACK!!

 

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15 dicembre 2011 4 15 /12 /dicembre /2011 15:14

IMG_5376.JPGPrima di tutto è bene spiegare la formula del Nido in Famiglia!

L’Asilo Nido in Famiglia è un nido domiciliare che offre un servizio alternativo rispetto agli asili nido pubblici e privati.

Il servizio è nato nell’Europa settentrionale, dove è chiamato “Tagesmutter” - mamme di giorno - e negli ultimi anni si sta diffondendo anche nel nostro paese, principalmente nelle Regioni del Nord. La mamma-educatrice che apre un asilo nido in famiglia sta diventando una figura professionale di rilievo, in grado di sopperire alle croniche mancanze dell'assistenza infantile pubblica. L’asilo in famiglia garantisce un’elevata personalizzazione del servizio e la massima flessibilità negli orari, caratteristiche che rispondono alle esigenze dei genitori moderni e non sempre sono soddisfatte in un asilo classico, che ha generalmente orari rigidi e chiude anche per lunghi periodi durante le festività. Il nido famigliare trova quindi un favore crescente, in modo particolare tra le mamme che lavorano e quelle che cercano un’occupazione alternatiVa, che permette anche di passare molto tempo con il proprio figlio.

I SEI VANTAGGI DELL'ASILO NIDO IN CASA
1). I bambini si conoscono bene e passano molto tempo a stretto contatto, diventando grandi amici.  
2).
Riescono a partecipare alle attività e alla vita quotidiana dell’asilo in modo più attivo e controllato.
3). Al loro fianco hanno una mamma più accogliente e disposta all’ascolto rispetto all’educatrice dell’asilo, che accudisce tanti bambini tutti insieme.
4). Le mamme-educatrici gestiscono un numero inferiore di bimbi rispetto agli asili tradizionali ed essendo tra le loro pareti domestiche, riescono a prestare maggiore attenzione a ciascuno, soddisfacendo le esigenze di ogni genitore e bambino.
5). Il nido in famiglia è meno caro rispetto l’asilo tradizionale e offre un servizio altrettanto qualificato e costantemente monitorato.
6). La presenza di pochi bambini assicura una bassa diffusione e un minor contagio delle malattie infettive dei bambini.

 

PRESENTAZIONE DELLA TANA DELLE BIRBE

LA TANA DELLE BIRBE nasce dalla volontà di 2 mamme: Viviana e Daniela.

Grazie alla loro sintonia e alle loro esigenze decidono di realizzare un progetto lavorativo che possa combinare professione e ruolo materno.

Per prima cosa decidono di usufruire del loro requisito scolastico e individuare cosi un lavoro cucito addosso!

Viviana è diplomata in Tecnico dei Servizi Sociali con esperienza nel settore della prima infanzia mentre Daniela è laureata in lettere ed insegnante.

Iniziano cosi un'accurata indagine per capire quali servizi sono carenti sul territorio.Si imbattono presto sulla realtà dell'asilo nido trovando nella formula" in famiglia" una realtà interessante e non ancora presente.

Dal momento che l'investimento economico non era da loro supportabile hanno fatto richiesta per un finanziamento regionale.Sono state seguite dalla Fondazione Operti di Torino con la quale hanno avuto accesso al MicroCredito che,dopo non pochi cavilli burocratici,ha sostenuto il progetto permettendo cosi di finanziare l'avvio di questa nuova attività.

Il Nido Famigliare LA TANA DELLE BIRBE sorge a Chieri(TO) in Via Vittone 40.

Ha come scopo la valorizzazione del lavoro educativo e offre il servizio all'infanzia in un ambiente pensato a misura bimbo.Accoglie bambini dai 6 mesi ai 3 anni,dal lunedi al venerdi,dalle 7.30 alle 19.00.

Tale attività segue gli standard minimi della normativa D.G.R.N°48-14482 della Regione Piemonte.

Il Nido è operativo dal 1°ottobre 2011.

A oggi conta 8 bellissimi bambini.La struttura è accogliente,l'ambiente caldo e sereno.

 

Questa è una piccola presentazione.

Da oggi questo blog verrà aggiornato con tutto ciò che riguarda la vita della Tana.

 

CONTATTI

tel:  Nido  347.2463685;   Daniela 347.0354143;  Viviana: 328.4866148.

latanadellebirbe@libero.it     

Siamo su Facebook   La tana delle birbe

Vicolo Ortolani 6, Chieri (To). AMPIO PARCHEGGIO INTERNO

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Cos'è Un Nido In Famiglia

  • : Blog di latanadellebirbe
  • : Nido in Famiglia sito in Chieri(To)ovvero un servizio che accoglie bimbi dai 6 mesi ai 3 anni in un ambiente domestico accogliente e a misura bimbo. Gestito da due mamme/educatrici.
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